Associazione Franco Pucciarelli
tel. 370 343 5894 e-mail: scuolapucciarelli@libero.it
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Nascita di una scuola, nei ricordi di una figlia
"Nel 1971 mi trasferii, con la mia famiglia, dalla Toscana in Liguria, a Santa Margherita Ligure.
Trascorso un certo lasso di tempo, che non saprei più quantificare, suonò un giorno alla porta di casa nostra Sara Pucciarelli, una giovane ragazza che espresse il desiderio di parlare con mio padre.
Sara riferì che il suo, Franco Pucciarelli, già deceduto, aveva fondato nella città di Lavagna una piccola scuola di musica per bambini e giovani ragazzi, gestita, nel mentre, da una certa signora Sani (della quale ricordo solo il cognome, anche lei, ormai, non più in vita). Chiese quindi a mio padre, quasi in lacrime, se fosse stato disposto a prendere in mano le redini di questa scuola, per mantenerne l'eredità.
Dopo un consulto familiare (come nostra abitudine) mio padre decise di intraprendere questa "avventura", con non poche perplessità e titubanze, forse intravedendo la possibilità di veder realizzato un antico e segreto sogno, quello di dirigere una scuola di musica, supportato dall'entusiasmo di mia mamma Anna Maria.
Da allora ricordo l'impegno, la determinazione e la fatica dei miei genitori, ma anche l'entusiasmo, nell'intento di far crescere e prosperare questa scuola alla quale mio padre volle lasciare il nome del suo fondatore, per onorarne la memoria.
Ricordo la ferrea volontà di dare a questa scuola veste giuridica, di tramutarla in Associazione senza scopo di lucro, le lunghe sedute con un simpatico e bravissimo commercialista di nome De Luca.
Ricordo la felicità dei miei quando negli anni dal '70 al '90, grazie agli sforzi di mio padre, la scuola riuscì ad ottenere sovvenzioni dalla regione Liguria, dalla provincia di Genova, dal comune di Lavagna e, per qualche tempo, anche dal comune di Rapallo.
Ricordo l'immancabile sostegno e le lunghe amichevoli chiacchierate con l'allora sindaco di Lavagna, signora Mondello.
Ricordo la ricerca dei miei genitori, di docenti di alto profilo con lunghe telefonate ed incontri con colleghi ex allievi e professionisti che avevano suonato in orchestre già dirette da mio padre. Anche io, per un anno, insegnai Storia della musica.
Gradatamente la scuola iniziò ad ingrandirsi,ad aumentare il numero degli allievi e ad ampliare l'offerta formativa con l'istituzione di corsi di musica sempre più vari e numerosi.
I miei genitori continuarono, con forza d'animo, fatica e determinazione, a lavorare per la scuola, per farla conoscere dalle istituzioni, per farla integrare nel territorio. Mentre mio papà, il Maestro Faldi, si occupava per lo più della parte gestionale ed artistica, mia mamma organizzava le lezioni, teneva uniti i giovani allievi e li faceva suonare in varie occasioni,
Ricordo l'esultanza degli allievi in occasione di partecipazione a concorsi sia in Italia che all'estero, ottenendo sempre primi premi.
Ricordo gli affettuosi battibecchi dei miei genitori, a volte accesi, ma sempre unicamente per divergenze artistiche.
Ricordo le spese di mia mamma, di tasca propria, per l'acquisto di libri, fare fotocopie, cucire divise e, persino acquistare due violini da regalare agli studenti più bisognosi.
Molti genitori degli allievi iscritti iniziarono ad affezionarsi, diventando sostenitori, poi soci, poi amici.
Ancora oggi mi capita di incontrare, con grande gioia, genitori, ma anche allievi diventati grandi, già a loro volta genitori, conosciuti da piccoli e alle prese con i loro primi esordi.
Per moltissimi anni la scuola conobbe un vero e proprio exploit, arrivando a contare quasi più di cento allievi.
Ricordo, infine, la tristezza negli occhi dei miei genitori, quando, già dal 2011, iniziarono a capire, per motivi di vecchiaia e salute, di dover lasciare la scuola in altre mani.
Ricordo la tenacia di mia mamma che, il giorno stesso di una rovinosa caduta, inizio di un lungo calvario, volle comunque impartire una lezione di violino ad un meritevole allievo.
Fino all'ultimo mio padre cercò musicisti degni e capaci di poter dare alla scuola una continuità ed un futuro.
Così avvenne ed è la storia di oggi.
Ma il ricordo in assoluto più bello resterà, per me, l'amore e la passione per la musica, cui i miei genitori dedicarono tutta la vita, e il loro desiderio di trasmetterli alle future generazioni, convinti del loro universale valore artistico e culturale.
Resta per me, oggi, la consolazione e la felicità di vedere realizzati i loro sogni grazie all'impegno di giovani, bravissimi musicisti, degni eredi dei quali i miei genitori sarebbero stati orgogliosi."
Cinzia Faldi
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